Note

Perché il convegno e la mostra sulle donne “di una volta” in Giudicarie, figlie, mogli, madri e nonne?

Abbondano le ricerche sui lavori tradizionali e sull’emigrazione maschile, ma meno indagato è stato finora il ruolo della donna nel periodo da fine Ottocento fino agli anni Cinquanta – Sessanta del secolo scorso. La Mostra intende far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, aspetti della vita sociale e delle famiglie, il lavoro, i riti e le tradizioni nei nostri paesi della prima metà del secolo scorso. Di questo periodo si è cercato di cogliere e riproporre quelli che sono i valori più autentici che ancora oggi costituiscono i fondamenti del nostro vivere quotidiano e che vogliamo difendere e trasmettere alle nuove generazioni; viviamo in un mondo globalizzato, ma abbiamo la convinzione che non debbano essere smarrite le nostre radici. Le Donne protagoniste della mostra, vissute in un periodo caratterizzato dalle due grandi guerre mondiali e da forti movimenti emigratori, non hanno mai permesso che mancasse l’indispensabile ai figli, sacrificando tutto di loro stesse, praticando miriadi di lavori dentro e fuori casa, come andare a opera e sostituire gli uomini emigrati nel lavoro nelle stalle e nei campi. Loro non conoscevano il prezzo delle cose, ma il valore. Una generazione che, senza aver mai studiato, ai figli ha insegnato i valori che tengono unite le famiglie: l’umiltà e l’Amore attraverso il sacrificio e il rispetto. Resilienti si adattavano alla situazione del momento senza mai arrendersi, con dignità. Vestite con indumenti sobri pesanti che realizzavano loro direttamente; poche cose e niente di superfluo, ma orgogliose di mostrare la loro immagine nel migliore dei modi. In questa mostra sono stati presentati una serie di mestieri con attrezzi e oggetti e con dimostrazione dei lavori manuali di quell’epoca. Ha fatto bella cornice la mostra fotografica dei mestieri e delle professioni principali di quell’epoca, inoltre, le donne in guerra e altro.

Elisa Polla



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